domenica 30 dicembre 2012

l'intervista

Intervista di dicembre a una delle massime cariche dell'US Fiorenzuola Calcio 1922.
L'ingresso in società dopo un anno e mezzo di sponsorizzazione, i progetti, il lavoro di squadra con i colleghi dirigenti, il futuro del glorioso Fiorenzuola Calcio fra strutture, prima squadra e settore giovanile. Appuntamento Rossonero del lunedi sera su Radio Fiore (FM 92.85), dicembre 2012, intervista a Francesco Pighi.

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venerdì 28 dicembre 2012

i pionieri

i Pionieri del football fiorenzuolano..
Illari, Caminati, Pighi, Gavazzi, Bricchi, Rabaiotti, Pastorini, Rastelli..
Immagine tratta dal libro curato da Adelmo Lusignani.
"Una vita di passione: Fiorenzuola nel pallone... un secolo di storie e passioni sportive." Anno 2000. Cigala servizi grafici, Modena, 216 p.

mercoledì 26 dicembre 2012

Tifosi storici del Fiorenzuola

AMARCORD: Exploit nel campionato Interregionale per il Fiorenzuola del presidente Villa. Dopo il 3 a 2 inflitto al Chievo dei presidenti Righetti e Garonzi e il 3 a 0 sul L'Intim Helen Telgate il Fiorenzuola capolista è in città sulla bocca di tutti. Alla vigilia del big-match contro il Sant'Angelo intervista d'antan a due tifosi storici dell'Us Fiorenzuola di allora.
Ricordiamo per la cronaca che quel big match è entrato nella storia Rossonera per il successo in rimonta e in inferiorità numerica: Fiorenzuola-Sant'Angelo 5-3.
La passione divisa fra il grande Bologna di Giuseppe Savoldi e Giacomo Bulgarelli e la squadra di calcio del paese degli idoli Talignani e Corrado Porcari. Le impressioni del tipografo, fiorenzuolano doc Severino Marchi e di altri tifosi in un intervista del quotidiano LIBERTA' del novembre 1984.

domenica 23 dicembre 2012

Buone Feste da Fiorenzuola d'Arda

Tanti Auguri di BUON NATALE
e FELICE ANNO NUOVO
a Squadra, dirigenti staff e a tutti i SOSTENITORI
dell'US FIORENZUOLA CALCIO 1922
blogfiorenzuola1922@gmail.com

Messaggio di auguri Natalizio, presente e futuro Rossonero
Intervista di fine anno di RADIO FIORE (fm 92.85) a Luigi Pinalli
presidente dell'Us Fiorenzuola Calcio dal 2002:
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giovedì 20 dicembre 2012

Gianni Brera

Alessandro Sessi ex di turno

" Rombo di tuono, gli azzurrini, Bonimba goleador, Deltaplano, melina, l'Abatino, tricche tracche, StradiVialli.. Taccuini a spirale pieni zeppi. "
A vent'anni dalla scomparsa di Gianni Brera questa ultima recensione dell'anno 2012 la dedichiamo in parte a lui.

Le previsioni meteo foriere di sventura non si sbagliavano. Infallibili quasi come il più spietato degli attaccanti. E così, tre settimane circa senza Fiore. Domenica si torna a giocare per l’ultima uscita del girone di andata, in cartellone la sfida contro il Crociati Noceto. Ci siamo lasciati al Bertocchi di Piacenza con la stramerittata vittoria dei nostri ragazzi sul Royale. Ci ha pensato quello che ti risolve sempre i Derby, il Simone Cerati. Poi giocato più. O meglio, disputata lunedi l'amichevole in notturna sul sintetico di Podenzano contro la Pontenurese. Test necessario per non perdere la confidenza con il clima partita. E' finita 2 a 0 per noi con le reti del giovane Barba e di Luca Franchi, e un Mantelli poco soddisfatto della prova dei suoi. Si sa, le soste spezzano i ritmi. Da registrare nel test di Podenzano, la presenza di un ragazzo in prova, il centrocampista classe 1994 Andrea De Sensi con gettoni di presenza in serie D nella passata stagione nell'Atletico Bp Pro Piacenza di Arnaldo Franzini.
Come nella stagione 2008-09 chiudiamo il girone con la sfida contro il Crociati di Noceto. Allora era serie D ora è Eccellenza. I precedenti allo stadio “Il Noce” non sono incoraggianti. Due sconfitte su due. La prima, inflitta ai rossoneri di Massimo Abbati per due reti ad uno ad opera dei gialloblu guidati da Marco Osio. In gol per noi Luca Mosti su calcio di rigore ad accorciare le distanze. Di Zambroni e Franzese i sigilli parmensi sotto il diluvio universale. Era la domenica del grande esodo fiorenzuolano per sostenere i Rossoneri nella sfida al vertice del campionato di Eccellenza 2006-07. La seconda, l’abbiamo rimediata all’ultima di campionato coincidente con la festa promozione in Lega Pro Seconda Divisione del club parmigiano. Secco due a zero. All’andata chiudemmo il girone di andata al Comunale e andò male pure li. Era il 4 gennaio 2009, un freddo da bestia. Il muro della tribuna con i suoi 1300 paganti. Poco dopo la mezz’ora del primo tempo un campanile del centrocampista Donzella beffa (papera) Bersellini a gelare ancora di più i fiorenzuolani.
Domenica non sarà sfida fra capoliste ma fra squadre che comunque viaggiano nei quartieri alti della classifica. Il Crociati ha un solo punto in meno della truppa di mister Alberto Mantelli. Nonostante le partenze dei calciatori di maggiore caratura ultimo lascito dei trascorsi in serie C, i dirigenti sembrano aver lavorato veramente bene e con poche spese e tanti giovani sono una delle squadre-sorpresa, che alla vigilia non avresti mai prospettano nella parte alta della classifica. Bomber Pasquale Iadaresta si è accasato momentaneamente a Fidenza seguito dal nostro grande ex Michele Tagliavini e da Addona. Guareschi ha sposato la proposta del Lentigione. Alessandro Sessi ce lo siamo portati via noi. Sono arrivati a rimpinguare l’organico tanti giovani e tante scommesse. Dal campionato di Promozione, fresco di retrocessione in Prima Categoria nel FontanaAudax Rocco Dattaro l’attaccante di Vernasca che ha vestito la casacca del Fiorenzuola nella stagione 2009-10 in serie D (3 reti) e il portiere Reggiani dal Lentigione. Per l’attacco il ritorno eclatante di Pietranera che alla veneranda età di trentotto infila ancora portiere e fa da chioccia ai giovani. Più dal Fornovo, quel Simone Bottarelli che ricordo nelle file del San Secondo del presidente Ermelli nella stagione 2005-06. Dal Carpenedolo è arrivato Michael Visioli, under e instancabile macinino della corsia mancina del Fiorenzuola targato William Viali 2010-11. Dattaro e Pietranera hanno messo a segno rispettivamente 5 e 6 gol. La forza del Crociati sembra essere la retroguardia, una delle meno battute del girone. L’allenatore degli avversari è un ex Rossonero: Vittorio Bazzarini arrivato nell’estate del 1986 a soli 19 anni per vestire assieme a Pircher, Ascagni e Cenci la maglia del Fiorenzuola del presidente Villa nel campionato Interregionale.
fine anni 80
Esterno offensivo che si era messo in luce nel campionato di Promozione, nelle file della Langhiranese collezionando in 28 gare disputate 14 reti. Bazzarini erede designato di Speedy Porcari, rimase in rossonero anche l’anno dopo sotto la guida di Gianpaolo Chierico, timbra il cartellino nel big-match della ventiduesima giornata di Cecina di Prunecchi di bomber Gianluca Peselli, terminata 2 a 1 per i toscani. Quella sconfitta segnata da quattro cartellini rossi e l’infortunio a Hubert Pircher portò a cinque le distanza dalla vetta per i rossoneri che dissero in pratica addio ai sogni di gloria. Bazzarini sta facendo veramente bene a Noceto terra di Rugby e cucina, dove sono finiti i tempi grassi del Calcio, ma sono rimasti l’impianto sportivo e i ricordi di quel grande exploit che portò il sodalizio gialloblu dalla Promozione alla Lega pro nel giro di quattro anni.
Sarebbe veramente bello chiudere con una vittoria il girone d’andata di questo già più che positivo campionato.
FORZA FIORENZUOLA!
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Us FIORENZUOLA 1987-88. Il terz'ultimo seduto da destra è Vittorio Bazzarini

GIANNI BRERA
Le cronache sportive possono diventare anche letteratura. Senza andare a scomodare Leopardi, che per un giocatore di pallone scrisse un'ode, basti pensare a Ugo Ojetti, a Orio Vergani, a Dino Buzzati, ma soprattutto a Gianni Brera, Se per Ojetti, Vergaci e Buzzati lo sport rappresentò uno dei tanti interessi, per Brera fu la passione di tutta la vita. Vi si dedicò, infatti, anima e corpo rinnovandone il linguaggio, arricchendo il vocabolario, inventando fantasiose definizioni e appioppando certi soprannomi come quello di "abatino", rimasto appiccicato addosso a Gianni Rivera quasi come una seconda identità.
Brera era innamorato dello sport e della Bassa Padana, che era la sua terra essendo nato a San Zenone Po, in provincia di Pavia, nel 1919. Suo padre faceva, allo stesso tempo, il sarto e il barbiere. Sanguigno e passionale alla pari di tutti gli uomini di quelle parti, teneva fede al personaggio sia che si trattasse di scrivere un articolo o di fare un commento televisivo sia che dovesse affrontare una tavola imbandita.
Il giornalista "breriano" Gianni Mura lo descrive così: "Brera si spende in modo incredibile. Lavora molto, forse troppo, fuma troppo (un centinaio di sigarette al giorno, senza filtro, quando non sono toscani), beve e mangia molto (l'ho seguito sul suo terreno e dopo due giorni di colloqui dovrò mettermi a dieta), ingerisce molte pillole, impreca al mondo e a se stesso, dice che sarà l'ultima volta e il giorno dopo ricomincia. Conosce l'insulto pesante e la citazione dotta, in tribuna stampa si agita e grida, da quel plebeo che si vanta di essere; risponde con larghe scappellate alle parolacce dei riveriani, non sa trattenere il pianto quando evoca il ricordo di un amico...".
Claudio Rinaldi ricorda che "stargli dietro era pericoloso. Un collega romano timido, non avendo osato desistere in tempo, fu ricoverato d'urgenza in ospedale per una lavanda gastrica".
Brera non si preoccupava mìnimamente del detto popolare sui danni di Bacco e del tabacco. Anzi, per luì fumare era una sfida e quando cominciarono le crociate antifumo con i primi divieti nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto, accettò di fare il portabandiera dell'esercito dei fumatori, dal momento "che le rudezze di una legge conformista, bigotta e crudele ci stanno per conculcare, affliggere e disgustare fino all'irriducibile dispetto". Lanciò dalle colonne della Repubblica una vera e propria campagna proclamando: "Io intendo rumare fino all'ultimo fiato. Poi, che si arrangi la mia emoglobina. Vivere senza fumo sarebbe come dormire senza sogni".
"Da bambino volevo fare il prete o l'ufficiale di cavalleria" confessò una volta. "Dalla prima intenzione mi dissuase mio padre, segretario della sezione socialista di San Zenone; dalla seconda una cavallina che mi tirò un tremendo calcio in faccia di cui porto ancora i segni". Si buttò nel giornalismo, che definiva "la scorciatoia dei poveri".Così aumentavano gli ammiratori e i nemici. Giorgio Bocca, che cominciò con lui come cronista, ricorda il suo carattere ruvido e indisponente. "Era - dice - una carogna; una simpatica, intelligentissima carogna".
Nello scrivere usava uno stile inconfondibile, pieno di invenzioni e di neologismi, che l'hanno fatto considerare, letterariamente parlando, imparentato con Gadda o, almeno, iscritto al circolo dei gaddiani. Così la pensava Umberto Eco anche se l'interessato respingeva l'accostamento.
Se, durante una partita, il pallone entrava in porta in modo avventuroso, il portiere era uccellato. Usava termini come centrocampista euclideo (la geometria applicata al calcio), bradipsichico, cippirimerlo,fuffignare, posaglutei, presti-pedatore, tripallico e via inventando. Gli "abatini" erano per lui quei giocatori che, come Rivera e Mazzola, si comportavano in campo con eleganza e leggerezza. Perché evidentemente vedeva il calcio non come un balletto ma come qualcosa di assai più impegnativo, per gente abituata al sacrifìcio e ai metodi spicci. Il funambolismo linguistico rivelava, in ogni caso, una preparazione umanistica di primordine.
I suoi studi erano stati seri e approfonditi. Maneggiava disinvoltamente il latino. Nel 1952, alle Olimpiadi di Helsinki, inviato della Gazzetta dello Sport, era stato incaricato di intervistare il grande fondista finlandese Paavo Nurmi, forse il più grande atleta di tutti i tempi nella sua categoria. Nurmi non parlava inglese e Brera non sapeva una parola di finlandese. S'intesero nella lingua dì Cicerone.
Allo stadio si considerava, naturalmente, di casa, Negli intervalli delle radiocronache e delle telecronache era il più intervistato e le sue opinioni a caldo apparivano sempre centrate perché frutto di una non comune conoscenza della materia. Maniaco della precisione, annotava, dei momenti culminanti, non solo il minuto ma anche i secondi. Ed era il solo a farlo.
Lavoro e sport: due facce di una stessa medaglia. Un uomo, per essere completo, doveva praticare l'uno e l'altro, in pari misura.
"Non scopro niente di nuovo né di sulfureo se rapporto i giochi al lavoro, la voglia di starnazzare e divertirsi a quel plus calorico di cui ovviamente non ha parlato neppure Marx. Il diritto allo sport è venuto quando il primo dovere è stato onorato: la conquista più o meno compiuta della libertà dal bisogno".
Nella sua materia non aveva confini. Seguiva il ciclismo e il calcio, l'atletica, il pugilato e anche gli sport cosiddetti minori.
Scrisse alcuni romanzi di grande successo, come "Il corpo della ragassa", da cui fu tratto un film e che, dicono, finì per scommessa in tre settimane. Fu allora che si fece crescere la barba per non perdere tempo a rasarsi. Ma i libri rimasero per lo più all'interno dei suoi interessi: Io, Coppi; Addìo bicicletta, Il mestiere di calciatore, e soprattutto Storia critica del calcio italiano, seicento pagine, un classico nel genere.
"Anche nella storia del calcio" diceva "emerge la pistolaggine degli italiani. Altro che stivale! La nostra penisola è un simbolo fallico, i testicoli giustamente al nord, perché i settentrionali sono più scemi e noi lombardi i più scemi in assoluto".
Facile, con idee del genere, accumulare nemici. Ma aveva anche tanti estimatori, che lo ammiravano incondizionatamente.
Alle radici, la Bassa Padana, era ancorato con il corpo e l'anima e si firmava spesso: "Giuânnbrerafucarlo", Ma la sua terra lo tradì. Nel dicembre del 1992 andò a finire con l'automobile contro un'altra macchina proprio a due passi da casa. Non arrivò vivo all'ospedale.
Sulla sua tomba avrebbe voltilo che fossero scritte solo cinque parole: "Ho vissuto come volevo io". Alla sua morte lasciò orfani amici e lettori, battezzati da Gianni Mura "i senzabrera", che si riuniscono di preferenza il giovedì, a tavola, per mangiare e bere in allegria.Aveva poco più di vent'anni quando scoppiò la seconda guerra mondiale ma già s'era fatto conoscere al Guerin Sportivo e al Popolo d'Italia. Paracadutista, si lanciò una sola volta e, alla prima occasione, piantò la divisa e raggiunse i partigiani nell'Ossola. Dopo, riprese in pieno la carriera giornalistica: redattore di atletica alla Gazzetta dello Sport, corrispondente a Parigi, condirettore del giornale con Giuseppe Ambrosini, capo dei servizi sportivi del Giorno, collaboratore del Guerin Sportivo, commentatore del Giornale di Montanelli, infine editorialista della Repubblica.
Fra gli sportivi era una firma autorevolissima, che tutti leggevano avidamente. Ma fu la televisione a renderlo popolare anche ai non appassionati di calcio con la trasmissione di Raitre "Il processo del lunedì". Piacevano quel suo modo spregiudicato e talvolta anche rude di emettere giudizi, quelle sentenze sempre definitive, senza appello. Con le polemiche andava a nozze e non aveva alcuno scrupolo nello strapazzare i suoi contraddittori anche se erano rispettabili colleghi.



BIBLIOGRAFIA :
L'avocatt in bicicletta, Milano, 1954. Ripubblicato con il titolo: Addio, bicicletta, Milano, Longanesi, 1964; altra edizione: Milano, Rizzoli, 1980.
Atletica leggera. Scienza e poesia dell'orgoglio fisico, Milano, Sperling & Kupfer, 1949.
Il sesso degli Ercoli, Milano, Rognoni, 1959.
Io, Coppi, Milano, Vitagliano, 1960.
Atletica leggera. Culto dell'uomo (con G. Calvesi), Milano, Longanesi, 1964.
I campioni vi insegnano il calcio, Milano, Longanesi, 1965; edizione critica: Milano, Booktime, 2008.
Coppa del mondo 1966. I protagonisti e la loro storia, Milano, Mondadori, 1966.
Il corpo della ragassa, Milano, Longanesi, 1969.
Il mestiere del calciatore, Milano, Mondadori, 1972; edizione critica: Milano, Booktime, 2008.
La pacciada. Mangiarebere in pianura padana (con G. Veronelli), Milano, Mondadori, 1973.
Po, Milano, Dalmine, 1973.
Il calcio azzurro ai mondiali, Milano, Campironi, 1974.
Incontri e invettive, Milano, Longanesi, 1974.
Introduzione alla vita saggia, Milano, Sigurtà Farmaceutici, 1974.
Storia critica del calcio italiano, Milano, Bompiani, 1975.
L'Arcimatto, Milano, Longanesi, 1977.
Naso bugiardo, Milano, Rizzoli, 1977. Ripubblicato con il titolo originale La ballata del pugile suonato, Milano, Booktime, 2008.
Forza Azzurri, Milano, Mondadori, 1978.
63 partite da salvare, Milano, Mondadori, 1978.
Suggerimenti di buon vivere dettati da Francesco Sforza pel figliolo Galeazzo Maria, pubblicazione del comune di Milano, 1979.
Una provincia a forma di grappolo d'uva (con Paolo Brera), Milano, Istituto Editoriale Regioni Italiane, 1979.
Coppi e il diavolo, Milano, Rizzoli, 1981.
Gente di risaia, Aosta, Musumeci, 1981.
Lombardia, amore mio, Lodi, Lodigraf, 1982.
L'arciBrera, Como, Edizioni "Libri" della rivista "Como", 1990.
La leggenda dei mondiali, Milano, Pindaro, 1990.
Il mio vescovo e le animalesse, Milano, Bompiani, 1984.
La strada dei vini in Lombardia (con G. Pifferi ed E. Tettamanzi), Como, Pifferi, 1986.
Genoa, amore mio. Milano, Ponte alle Grazie, 1992.
Storie dei Lombardi, Milano, Baldini & Castoldi, 1993.
L'Arcimatto 1960-1966, Milano, Baldini & Castoldi, 1993.
La bocca del leone (l'Arcimatto II 1967-1973), Milano, Baldini & Castoldi, 1995.
La leggenda dei mondiali e il mestiere del calciatore, Milano, Baldini & Castoldi, 1994.
Il principe della zolla (a cura di Gianni Mura), Milano, Il Saggiatore, 1994.
L'Anticavallo. Sulle strade del Tour e del Giro, Milano, Baldini & Castoldi, 1997.
Caro vecchio balordo. La storia del Genoa dal 1893 a oggi, Genova, De Ferrari, 2005.
Il club del Giovedì, Torino, Aragno, 2006.
Un lombardo nel pallone, Milano, Excogita 2007.
Il più bel gioco del mondo, Milano, BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), 2007


FONTE: http://www.storiedicalcio.altervista.org/gioanbrera.html

 
 
L'Olanda, maestra della melina (citazione di Gianni Brera)
 


lunedì 17 dicembre 2012

Marcatori Rossoneri

I marcatori dell’Us Fiorenzuola Calcio, campionato di Eccellenza 2012-13, girone di andata.
 
 
Classifica Marcatori:
7 reti: Lucci
5 Franchi
3 Cozzi, Cerati
2 Piva
1 Gianluppi, Biazzi
 

domenica 16 dicembre 2012

Calciatori "belli"

Con il Fiore c'entrano poco.. però è un bel vedere tra folte basette, riporti, chiome cotonate e belle dentature. Alcune fra le figurine estere con i soggetti più gettonati. Difficile stilare una classifica del soggetto più "bello" e quale metro di misura, di comparazione utilizzare. Negli anni Settanta e Ottanta la schera era nutritissima. A quei tempi niente estetisti, lampade, creste ingellate, piercing e tatuaggi da sfoggiare. Ai tempo, altro che gli attuali metrosexual pallonari tanto decantati da Alessandro Cecchi Paone. Tra un sorriso Durbans e una smorfia, se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano di tutto... Ecco una breve carrellata dal calciatore d'esperienza del Servette alla promessa del QPR Queen's Park Rangers, al bomber di sfondamento che prima di entrare in area già sfonda con lo sguardo. ..Calciatori brutti. Le figurine:

giovedì 13 dicembre 2012

Volata preNatalizia

Erreà divise sport Matteo Anelli, estremo difensore rossonero Lloyd Adriatico Allianz Group
Ricordo che c'era un Alfano in casacca rossonera con sul petto lo sponsor birra Dreher. Ben messo fisicamente ma come attaccante non un granchè. Detto da uno di Fiorenzuola fa poco testo visto che all'epoca noi avevamo il palato fino con quello che ci ritrovavamo in attacco: Giovanni Rossi, Stefano Pompini e Massimo Pedriali. Arrivato dall'Alessandria (serie C1) a dicembre, in sole 18 gare disputate 8 reti decisive per il conseguimento della salvezza da parte dell'Aosta a braccietto con il Trento di mister Cavasin e Alberto Mantelli. Rimandando all'anno successivo lo spareggio per non andar giù vinto sul neutro di Pavia dai gialloblu alla roulette dei calci di rigore. L'attaccante aveva come allenatore il piemontese Lorenzo Barlassina e come compagno di reparto l'attuale secondo allenatore della Correggese: Davide Belletti. L'Aosta era avversario dell'Us Fiorenzuola di Giorgio Veneri e l'annata era quella della storica promozione dei rossoneri in serie C1. L'anno dopo, l'anno dello spareggio di Pavia, Alfano lasciò in estate il freddo di Aosta per accasarsi al mare, al Cecina nel girone B. Retrocessione. Da qui in poi solo dilettanti per lui. Due anni prima c'era pure un Monti. E che Monti, centrocampista dal gol facile e capitano della Solbiatese capace di contendere un posto in serie C1 alla Spal del coach Giovan Battista Fabbri e del diesse alle prime armi Gabriele Oriali. Spareggio al Bentegodi di Verona fatale per i nero azzurri di Franco Fontana. Questo Monti di nome faceva Franco, e l'Alfano di prima non faceva di nome Angelino ma Giuseppe. In clima di crisi di governo e Porcellum concedetemi questo remake, punto.
E’ iniziata la volata prenatalizia. Iniziata male con lo stop forzato di San Polo d'Enza. Gara rinviata  per neve e temperature siderali. Peccato fermarsi nel momento di miglior forma dei nostri, ma al gelo non si comanda. Ancora due partite da disputare da qui a Natale con l’obiettivo di arrivare più in alto possibile. L'avversario di domenica, meteo permettendo, è il Castellarano, poi ci sarà la trasferta di Noceto.. ricordi recenti di serie D. I reggiani viaggiano nella parte bassa della classifica. Sono attualmente a quota 12 con una gran fame di fare punti. In estate se ne sono andati vari top player: Ferri, Covili, Pecorari, Migliaccio. La società rossoblu ha deciso per il ridimensionamento salvando il titolo e iscrizione al campionato di Eccellenza. E’ rimasto solo il centrocampista Mattia Ferretti. Ed è stato ingaggiando il difensore Manuel Pittalis dal Formigine, nostra vecchia conoscenza, uniche chiocce del giovane gruppo affidato a Lauro Bonini ex Arcetana subentrato da poco a Leopoldo Matta. Il miglior realizzatore è Alex Amadei (3 gol) arrivato in estate dalla Sampolese con un bottino di 12 reti nel campionato di Promozione.
Nell’ultimo match disputato la Polisportiva ha conseguito un pareggio in rimonta nel derby di Rubiera. 2 a 2 il risultato finale con reti dei difensori Silvestrini e Martino.
primi anni '80
Sono passati i tempi del Castellarano dei tempi d’oro. Regina di quel calcio mercato che iniziava e si sviluppava al grande Torneo della Montagna. Quel Castellarano del boom ceramico, che con il trio offensivo delle meraviglie: De Giuseppe-Fermi-Pane e Marco Paganelli ex calciatore del Fiorenzuola negli anni 80 in panchina, sfiorò più volte la storica promozione dalla serie D alla Lega Pro. Fiorenzuola-Castellarano ha un precedente. “Fiorenzuola, pari beffa: Castellarano graziato” titolava il quotidiano La Cronaca di Piacenza il 2 marzo 2009. “Rigore di Melotti ed errore di Barbato. Rossoneri fermati dai pali e dagli errori in zona gol”. “..a un Fiorenzuola da sballo gli applausi di un Comunale quasi gremito come ai tempi d’oro, al Castellarano un punto che consente di restare al comando della graduatoria”. La classifica: Castellarano e Crociati Noceto 46 punti, Fiorenzuola 45, Castel San Pietro 37. 2 marzo 2009. Serie D girone D, 24esima giornata. Fiorenzuola-Castellarano 1-1. Tabellini. Fiorenzuola: Barbato, Biolchi, Delledonne, Armani, Piva, Lambrughi, Melotti, Zane (85’ Ogliari), Franchi, Fermi, Valla. All. Perazzi. Castellarano: Pazzini, Tognetti, Masciarelli, Ricci, Ramundo, Caselli (85’ Foschini), Ferretti, Orlandini, Luciani, Baldazzi (61’ Pin), Fraccaro (90’ Masci). All. Testoni. Arbitro: Pairetto di Nichelino coadiuvato dagli assistenti Raparelli e Maggiore. Marcatori: 32’ Melotti su rigore, 33’ Fraccaro. Note: spettatori un migliaio circa. Giornata piovosa. Ammoniti: Lambrughi, Ferretti, Biolchi, Orlandini, Ricci. Angoli: 9-3.
In casa Fiorenzuola il morale è alto. Se dalle altre parti tiene banco il calcio mercato e i suoi alambicchi, da noi il più grosso regalo che si può ricevere è la conferma e la serietà verso questo fantastico gruppo di ragazzi che sta facendo veramente bene. Trovati con il lavoro e l’impegno continuità di gioco e risultati perché cambiare e rompere gli equilibri? La crisi che imperversa in serie D con stipendi non pagati, debiti, incuria e juniores promossi in prima squadra la dice tutta.
Non sarà del match bomber Luca Franchi che deve scontare il turno di squalifica. Roberto Cozzi bomber di Coppa e Campionato è pronto a sostituirlo. Forza Ragazzi!
blogfiorenzuola1922@gmail.com

Trento-Aosta, spareggio di Pavia, per la permanenza in serie C2, anno 1994:
 
Spal-Solbiatese spareggio di Verona, stadio Bentegodi per la promozione in serie C1, anno 1991:

lunedì 10 dicembre 2012

Il presidente del Borgorosso Football Club (football e film)



Il presidente del Borgorosso Football Club è un film commedia italiano del 1970, diretto da Luigi Filippo D'Amico ed interpretato da Alberto Sordi. Con: Alberto Sordi, Tina Lattanzi, Margarita Lozano, Franco Accatino, Carlo Taranto, Dante Cleri, Carla Mancini, Enrique Omar Sivori, Elena Pedemonte, Giuliano Todeschini, Edgardo Siroli, Rosita Torosh, Rino Cavalcanti, Daniele Vargas, Teodoro Corrà, Rossana Di Lorenzo E Francesco Sormano.

TRAMA Benito Fornaciari, impiegato del Vaticano e appassionato di filatelia, eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club, squadra di calcio dell'immaginario paese romagnolo di Borgorosso (in realtà il film è girato a Bagnacavallo ed allo stadio di Lugo, entrambi paesi della provincia di Ravenna). Il Calcio non è esattamente la sua passione, tuttavia, dopo un primo momento di disinteresse per la squadra, inizia a dedicarvisi completamente, con risultati disastrosi (oltre a giocatori scarsi, ingaggia un allenatore sudamericano soprannominato lo Stregone) che gli inimicano l'intero paese di Borgorosso. Ma ad un certo punto, dopo aver esonerato l'allenatore e imponendo alla squadra ritiri draconiani basati sul lavoro dei campi, Benito assume direttamente le redini del club facendo da presidente-allenatore e le sorti della squadra sembrano cambiare: il Borgorosso risale in classifica fino a sfiorare la vetta. Tuttavia, in una drammatica partita interna con gli eterni rivali del Sangiovese, mentre la squadra sta perdendo su rigore provocato dal mediocre e in sovrappeso centravanti Celestino Guardavaccaro, acquistato nel mercato estivo a caro prezzo, Benito entra in campo litigando con l'arbitro e innescando un'invasione di campo da parte dei tifosi con conseguente interruzione della partita e successiva penalizzazione della squadra con squalifica del campo di gioco. A causa della crisi che investe la squadra, un gruppo di imprenditori locali avversi al presidente riesce a costringerlo a dimettersi; ma Fornaciari, nella conferenza di addio al paese, con un astuto coup de théâtre presenta il suo ultimo ingaggio: nientemeno che Omar Sívori (i due si erano conosciuti tempo prima). Questo, se da un lato gli assicura il sostegno "per acclamazione" della tifoseria, per contrasto provoca il ritiro della cordata degli imprenditori, il fallimento e pignoramento di tutte le proprietà di Benito e perfino del pullman della squadra. Di ciò non si cura Benito che, ritornato presidente, parte con i tifosi in festa, assieme alla squadra su un autocarro per raggiungere lo stadio in campo neutro.

RIFERIMENTI
Probabilmente il Borgorosso F.C. - il cui inno è Siamo tutti Borgorosso - è una sorta di revisione cinematografica dell'A.C. Cesena (maglia bianco-nera), che negli anni sessanta venne acquistato dall'imprenditore e commerciante di frutta Dino Manuzzi; sotto la sua presidenza tale squadra in pochi anni passò dalla C alla B, quindi in Serie A all'inizio degli anni settanta, per raggiungere il suo culmine nella stagione '76-'77, con la breve partecipazione in Coppa UEFA. Il Cesena era stato promosso in serie B nel 1967-68 e nel torneo successivo ingaggiò effettivamente due campioni ex Inter e Juventus, Beniamino Di Giacomo e Gino Stacchini. Risulta però non chiaro quale sia il campionato a cui partecipa il Borgorosso, probabile che nelle intenzioni fosse la serie D, ed infatti il Baracca Lugo (stadio delle riprese) nel 1968-69 era in serie D. Le avversarie però tradiscono una categoria inferiore ovvero la Promozione. Come è probabile che sia. Non bisogna inoltre dimenticare che il Baracca Lugo aveva i colori sociali bianco e nero. L'acquisto a sorpresa di Omar Sívori (interpretato da sé stesso) è clamoroso ma verosimile, avendo il fuoriclasse argentino disputato la sua ultima stagione in Serie A nel campionato 1968-69. Un altro evidente riferimento alla realtà è nel primo allenatore ingaggiato da Fornaciari, José Buonservizi che ricorda, nella parlata, nell'aspetto fisico e nelle convinzioni tattiche, Helenio Herrera. Il 15 Giugno 2006, nel giorno del compleanno del grande Alberto Sordi, nasce a Roma il Borgorosso Football Club 1919, fondata da Angelo e Giovanni Lacagnina attuali vice presidente e presidente. La società, impegnata nei campionati dilettantistici della Federazione Italiana Giuoco Calcio, è l'unica riconosciuta come originale riproduzione dalla rappresentazione alla realtà, avendo la possibilità di utilizzare marchi e stemmi ufficiali. Nel 2006 grazie all'intervento di Tiziana Appetito (figlia del grande Enrico, fotografo ufficiale della familia Sordi), il Presidente Giovanni Lacagnina ha organizzato una mostra cinematografica del Film, presso il centro sportivo "il trifoglio" di Roma prima di una gara di campionato, alla quale parteciparono tra i tanti ospiti illustri l'attore Gennaro Pattuelli e il regista Luigi Filippo D'Amico, scomparso qualche mese dopo.


IL CALCIO DILETTANTI ITALIANO DI PROVINCIA, LE ANALOGIE CON FIORENZUOLA
il film è stato girato nel 1970 trattando temi che sono di attualità anche oggi: la passione per il giuco più bello del mondo il Calcio, le difficoltà economiche ed umane degli imprenditore nella gestione delle società, i sogni e le attese dei sostenitori.
il BARACCA LUGO compagine romagnola che agli inizi degli anni 90' allenata da Alberto Zaccheroni milita in serie C1 nello stesso girone del Piacenzadi Gigi Cagni. Il presidente era Galli. La casacca stile Juventus con in attacco bomber Francesco Caruso servito dal fantasista Maurizio Teodorani. In porta il bravo Sardini con davanti il guardiano Cecchi. E poi negli anni successivi: Francesco Palmieri, Ivan Gamberini, Abatino Cuttone, Salvatore Mastronunzio, il tombeur de femmes Stefano Bettarini e Antonio Buscè. Nel club della cittadina di Lugo hanno militato molti ex Fiorenzuola: Giuseppe Vecchio, Leandro Vessella, Vincenzo Maenza, Federico Lauria, Fabio Centofanti. Baracca Lugo e Fiorenzuola si sono affrontati nel remoto campionato 1928-29 di Seconda Divisione.
al BAR PONTE ..l'episodio dei pronostici precampionato girato all'interno del bar ricorda un po il Bar Ponte di Fiorenzuola sede del club Fedellissimi. Anni fa era presente il cartellone fatto a mano con il calendario e la classifica da compilare con i quadratini a pennarello. I tifosi Rossoneri si radunavano nelle riunioni e stilavano pronoscitici e commentavano le sfide come nel film di Alberto Sordi.
Nel film, sul cartellone compare la dicitura della serie: SERIE D NAZIONALE.. un calcio dilettanti, molto simile a quello vissuto dal Fiorenzuola nella sua storia. Con la gente del paese che vive sette giorni su sette la passione per la squadra di calcio del paese.
Le avversarie: Brighella, Saline, Celerina, Trebbiano, Garbino, Sangiovese, VisPascoli, Excelsior..
Attualmente lo storico club del cavallino rampante non esiste più al suo posto c'è ASD Stuoie Baracca Lugo.

pronostici precampionati al "BAR PONTE" ..FORZA FIORENZUOLA!

in ritiro con la squadra

il presidente Fornaciari parla ai tifosi come il Duce

la colonna sonora del film

domenica 9 dicembre 2012

Us Fiorenzuola 1998-99

Il blocco di calciatori della Fermana voluto da Gianni Rosati e dal diesse Maurizio Caradonna.
Dopo la retrocessione dalla serie C1 ci furono grosse novità in società con un accordo di collaborazione con il Genoa Calcio.
Ecco uno dei poster di quel Fiorenzuola targato Mauro Gregorio, capace di contendere al Pisa il titolo di Campione d'Inverno. Poi le squalifiche e gli infortuni del girone di ritorno, il basso rendimento, il campionato chiuso al sesto posto fuori dalla griglia play-off.
Dall'alto il jolly di centrocampo Leandro Vessella, il terzino destro Francesco Miccoli, "Berta" il portiere romagnolo Davide Bertaccini, il bomber toscano Federico Lauria, Saverio Luciani, il giovane attaccante lodigiano Luca Dosi autore del primo gol della stagione contro la Pro Vercelli, il mancino bresciano Andrea Quaresmini, lo stopper di Bondeno Paolo Grossi.

giovedì 6 dicembre 2012

La Radio e P. Lion con Dream

Jacopo Gianluppi, Roberto Cozzi e Andrea Lucci tiratori scelti rossoneri quasi infallibili
siderpighi fiorenzuola tal tubi acciaio lombarda nuova caser
La radio, quello strumento antico e dignitoso. Facevo le scuole medie. Alla domenica pomeriggio, quando la squadra di calcio della mia città giocava in trasferta, invece di uscire con gli amici a giocare a pallone, mi sintonizzavo su Radio Time, l'emittente fiorenzuolana di allora, con studio in zona Floyd pub, negli uffici al piano rialzato di un capannone in via Molise ?. Accendevo la vecchia radio di casa, una Mivar anni 60, per ascoltare trepidante la radiocronaca del Fiorenzuola in serie C, negli impegni lontano dal Comunale. Snobbamo Sandro Ciotti, Enrico Ameri, "Tutto il calcio minuto per minuto" per i Rossoneri.  In quei pomeriggi, fra una canzone di P. Lion (Pietro Paolo Pelandi) e di Phil Collins (Something happened on the way to heaven.. bellissima) attendevo il classico colpo d’estro di Marco Pozzi oppure, un bell’anticipo di Rocco Crippa,  uno spunto di “macho” Mazzi, o una parata di Roberto Serena. Ma soprattutto aspettavo i gol di rapina di Stefano Pompini e quelli di testa di Gianni Rossi. Musica per le mie orecchie. Non so cosa darei per potervi descrivere cosa ho provato a casa in quel pomeriggio di Ravenna-Fiorenzuola 0-2 del 1991, ascoltando il match alla radio. Oliviero Garlini che stavolta non è nell'album delle figurine Panini ma è in carne ed ossa avversario della mia squadra del cuore, la squadra del mio paese. Indossa una casacca giallorossa e non vede un pallone la davanti, in mezzo alle maglie bianche senza sponsor del Fiorenzuola di Gianni Seghedoni, fino a quando non calcia il rigore e Roberto Serena para .. Non so cosa darei per farvi provare le stesse emozioni. Ma tanto, non capireste lo stesso voi e la vostra paytv da salotto. Il più grande Fiorenzuola di tutti i tempi raccontato dall'inviato di cui non ricordo il nome. Radio Time ti dava i risultati che arrivavano dalle altre radio. Quelli più stronzi erano quelli di Lecco. In lotta per il vertice con noi, sistematicamente di informavano sbagliato. Meno male che alla fine c'era come oggi il televideo e dopo cena il compianto Armando Alessandri giornalista ferrarese, con Francesco Romano e Roberto Calza a raccontarci del Fiore subito dopo il Piacenza alla trasmissione televisiva “Meeting, risultati sportivi piacentini” su Telelibertà. Radio Time alternava ai gol dei Rossoneri che volavano, Dreams di P.Lion e Phil Collins. Spettacolo. Allora c’era anche Radio Garden e Radio My Way quella della storica discoteca. Radio Time non c’è più, ha cessato di esistere nell'estate 1996 cedendo le sue frequenze a Radio 12. Però abbiamo tutti il computer a casa con la tastiera e l’iPhone e non usciamo più di casa. Vaffanculo. I ricordi però restano..
In questo ultimo periodo però, c'è qualcosa che mi consola. Radio Sound che alla domenica riserva ampio spazio al calcio dilettanti nostrano. Non c'è più Radio Time ma devo dire che i resoconti e le radio cronache di Beppe Pozzoli non sono niente male. E poi al lunedi sera c'è Radio Fiore, "nata 35 anni fa nelle campagne di Fiorenzuola (citaz.)" che da spazio alle gesta dell'Uesse.
Archiviato l’importante successo esterno di Piacenza, contro il Royale, nella giornata delle sorprese si gioca ancora in trasferta. Strana l’ultima giornata forse segnata dai rumors del CalcioMercato Dilettanti appena riaperto. La Lupa Piacenza coglie il gol del pari con il giovane Cavicchia a tempo scaduto sul difficile campo di Busseto, mentre le dirette inseguitrici non ne approfittano. La Correggese esce sconfitta nel derby di Bagno mentre il Rolo perde l’imbattibilità interna contro il mediocre Bibbiano. Derby fatali per le reggiane. Nella domenica delle redenzione delle squadre di bassa classifica, l’unica a giovarne è stato il Fiorenzuola che sembra davvero la squadra attualmente più in forma del campionato. I Rossoneri hanno così rosicchiato punti importanti portandosi a -6 dalla capolista Piacenza e a -3 da quella Correggese che vista al Comunale alla prima giornata sembrava di un altro pianeta rispetto a noi. Ci siamo rimessi in carreggiata, e con tre gare al giro di boa e un intero girone di ritorno da disputare può accadere di tutto. Bravi Mantelli, Piva e resto della squadra a rimboccarsi le maniche e a lavorare sodo.
metà anni 80'
Domenica non ci sarà bomber Franchi causa il turno di squalifica rimediato nel derby contro il Royale Fiore. Ma anche senza Franchi abbiamo una gran bella squadra, solida e organizzata, con carte importanti da giocare nel reparto offensivo.
 L’avversario di domenica è la matricola Sampolese (San Polo d’Enza) che viaggia a metà classifica con i suoi 19 punti. La Polisportiva Sampolese Calcio è stata ripescata in estate grazie al secondo posto ottenuto nel campionato di Promozione 2011-12 dietro alla LibertasSpes dei fratelli Gatti e di bomber Franzese.  Il punto di forza della compagine reggiana sembra al contrario dei Rossoneri, il fattore campo (ne sanno qualcosa Lupa Piacenza e Royale Fiore). La squadra allenata dal tecnico Alessandro Piscina infatti raccoglie di più fra le mura amiche di via della Resistenza. L'esuberante trainer reggiano ex Gattatico, che tanto assomiglia a Remondina, siede sulla panchina della Sampo da diverso tempo, da quando il club militava in Prima Categoria. In estate la società a puntellato i reparti con acquisti interessanti. Fra i pali il portiere senegalese Saidou Oumar Daffe incontrato nei derby contro l’Atletico Bp Pro Piacenza. A rafforzare la linea difensiva è arrivato assieme a Carlini dal Lentigione, l’esperto Omar Dallari ex colonna del Castellarano dei miracoli, che ce lo ricordiamo bene da avversario nelle file della Dorando Pietri. In attacco è stato messo a segno il colpo Elia Lorenzini, un armadio di attaccante ex Bibbiano e Lentigione affiancato al rapido Agostino Rabitti nostro avversario ai tempi dello Scandiano super star. In difesa c’è pure Nevicati con esperienze nel Crociati di dell’ex dirigente Faggioli e nel Riccione. L'attacco è un pò anemico. Segnano un po tutti e occhio ai colpi di testa di Dallari. I colori sociali sono colori che odio: il giallo e il verde. Nell’ultimo turno i giallo-verdi (anni fa erano bianco-verdi) si sono arresi in trasferta alla Fidentina del neo-tecnico piacentino Massimo Mazza.  La società del presidente Daniele Giroldi ha ottenuto negli ultimi cinque anni ben tre promozioni. Emblematico il fatto che vedeva questo club barcamenarsi in Seconda Categoria quando noi dominavamo in Eccellenza dal 2005 al 2008. La ricordo in quanto fu l’ambiziosa squadra in cui passo Roberto Petrolini, grande protagonista della storica promozione del Fiorenzuola in Interregionale nel 1982-83 e dei primi anni si semiprofessionismo nell’estate del 1987. 131 presenze in Rossonero per il difensore parmigiano.
FORZA RAGAZZI!
blogfiorenzuola1922@gmail.com

Dream - P. Lion (1984)

Amarcord: Ravenna-FIORENZUOLA 0-2 campionato serie C2 1990-91 girone B
i romagnoli allenati da Giancarlo Cadè ex serie A, secondi in classifica devono arrendersi ai Rossoneri. In gol Marco Pozzi e Stefano Pompini. In quel Ravenna del presidente Corvetta militavano anche i futuri rossoneri: Massimo Pavanel e Sandro Melotti. Melotti fu portato proprio a Ravenna da Pierluigi Busatta che lo aveva avuto a Suzzara. Busatta esonerato fu poi richiamato alla guida dei romagnoli al posto di Cadè e nella stagione successiva fu chiamato dal presidente Antonio Villa per sedere sulla panchina del Fiorenzuola. A difesa dei pali giallorossi il salsese Bonati.

PETROLINI  Roberto 
15/02/1959 Parma
 
difensore (terzino destro) 
1977/78 Parma B - -
1978/79 Parma B 30 -
1979/80 Parma B 10 -
1980/81 Parma C 10 -
1981/82 Suzzara int 25 4 
1982/83 FIORENZUOLA pro 25 3 p
1983/84 FIORENZUOLA int 26 -
1984/85 FIORENZUOLA int 24 -
1985/86 FIORENZUOLA int 28 -
1986/87 FIORENZUOLA int 28 - 
1987/88 Sanpolese dil 28 -
1988/89 ? ? ? ? 
ROBERTO PETROLINI calciatore dell'Us Fiorenzuola anni Ottanta


Something happened on the way to heaven - Phil Collins (1990)



LE RADIO LIBERE IN ITALIA
Nella seconda metà degli anni '70, in particolare nel 1976 e nel 1977, nasceva in Italia una radio al giorno.  E' impossibile ricostruire la storia di tutte queste emittenti, ed anche, del resto, ritrovare soltanto tutti i nomi. Le radio "libere" furono fucine di talenti, idee, sperimentazioni. Tutto questo purtroppo manca oggi alla moderna comunicazione radiofonica.
All’inizio degli anni '70 si crearono le condizioni per la radiofonia privata nei principali paesi europei, con l'Italia in prima fila per numero di emittenti e numero di ascoltatori . Questo faceva seguito alle dure contestazioni del 68’ e successivamente del 72, anni in cui la voce operaia e giovanile fecere tremare e cadere numerosi governi. Nelle rivendicazioni di quegli anni c’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale, ed oggi possiamo dirlo, anche il desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione.
Già dal 1974 l'attacco al monopolio in Italia era nell'aria e numerosi operatori si stavano preparando a sfidare la legge e incunearsi nelle sua contraddizioni. La prima in assoluto ad iniziare le trasmissioni è stata Radio Parma, il 1 gennaio del 1975. Protagonisti della storica iniziativa sono stati Virgilio Menozzi, l'imprenditore che finanziò l'avventura (poi protagonista anche della nascita di Radio Roma), il giornalista Carlo Drapkind che ne era il direttore responsabile e l'esperto radioamatore di Parma Marco Toni che curò e realizzò la parte tecnica, mettendo in funzione un trasmettitore di potenza relativamente limitata (22W) ma sufficiente per coprire la maggior parte della città emiliana.  Il palinsesto, come per tutte le radio dei primi tempi, era assai completo e debitore del modello RAI, con programmi di informazione, approfondimenti e cronache locali. Dai microfoni di Radio Parma sono usciti alcuni operatori che hanno poi fatto carriera in altre radio o altri settori, come Gabriele Majo o Mauro Coruzzi, diventato poi celebre, non solo nel mondo della radio, con lo pseudonimo e il travestimento di Platinette. Trent'anni dopo Radio Parma trasmette ancora, anche se con proprietà, sede e palinsesto completamente diversi dalle origini.

LA RADIO E IL CALCIONel 1960 a Viareggio vengono trasmesse a circuito chiuso prime cronache audio di partite di calcio in diretta attraverso il cavo del telefono. L’esperienza nasce sul successo della Filodiffusione nata nel 1958 che porta la musica attraverso il telefono e della popolare trasmissione della Rai “Tutto il calcio minuto per minuto” nata ufficialmente il 10 gennaio 1960 per mezzo di Alfredo Provenzali che racconta il calcio alla radio. L’idea viene all’appassionato di radiocomunicazioni  Graziano Giannessi, figlio di Oreste, proprietario del locale storico della Passeggiata “Nettuno”. Diventa fattibile attraverso la collaborazione delle società (o di privati cittadini) che mettono a disposizione la linea telefonica. La domenica pomeriggio il pioniere segue in trasferta la squadra cittadina di calcio. A tutti gli effetti è il primo cronista italiano non Rai che trasmette in diretta audio da chilometri di distanza per ben tre campionati: 1960/61, 1961/62, 1962/63 le partite del Viareggio Calcio. La prima  da Arezzo l’11 dicembre 1960. Tutto nasce da una telefonata di sondaggio effettuata nei giorni precedenti la gara atta a sapere se nello stadio o nelle immediate vicinanze ci sia un apparecchio telefonico e, cosa più importante, se la società nulla ha in contrario alla diffusione della partita. Nessuno boicotta l’iniziativa. Anzi, le società sono incuriosite della novità e chiedono informazioni. La domenica mattina Giannessi e gli amici Giancarlo Cinquini, Giuseppe Lombardi e Vincenzo Lazzeri partono per la trasferta. Portano con loro prolunghe da 25 metri di cavo l’una e naturalmente un apparecchio telefonico. Nessun problema quando la linea è vicina al campo di gioco: basta aprire la spina, aggiungerci i cavi di prolunga in parallelo, arrivare in tribuna e alla fine del filo inserire il telefono (in pratica un duplex, lasciando l’apparecchio al suo posto per lasciare l’uso nell’intervallo ai legittimi proprietari). Dopo qualche diretta, però, alfine di evitare possibili interferenze e rimanere unica voce viene scollegato un cavo. Ma alle volte capita che non ci sia il telefono (ricordiamo che negli anni ’60 è considerato un bene di lusso e non è ancora diffuso nella stragrande maggioranza degli italiani) e per questo c’è da collegarsi con uno più vicino. Il problema più grande arriva proprio da Arezzo. Lo stadio è nuovo, la trasmissione è la prima e non c’è stata la telefonata informativa perché la risposta sembrava scontata, cioè positiva. L’unico telefono è presso un distributore che dista oltre 150 metri dallo stadio, per di più al di là della strada. Non ci sono ne alberi ne piloni dove far passare il cavo dall’alto. L’unica possibilità è stenderlo a terra. Ma le macchine in transito sono un problema. Gli amici non sanno più come fare. E’ lo stesso Giannessi che decide di andare al Comando della Polizia Municipale della città a chiedere aiuto. Di fronte al Comandante dei Vigili dice chi è, cosa vuole fare, spiega la situazione. Questi, in silenzio, lo lascia parlare e lo ascolta incuriosito. Poi si presenta. Viene riconosciuto come “Pupporina” ex giocatore dei tempi d’oro della serie B. Tra gli amici è subito festa: il Viareggio gli è rimasto nel cuore. Non ci sono problemi. La cronaca ci sarà. Immediato parte l’ordine di bloccare la strada al traffico. Per quasi due ore il corso che costeggia lo stadio viene interdetta ai veicoli. A presidiare il piccolo cavo telefonico steso per terra e a difenderlo da probabili tagli delle ruote ci sono due vigili urbani. Il cuore va oltre le barriere. E’ la potenza della diretta. Le cronache corrono sul filo. Giannessi viene chiamato da Viareggio (tassa a carico) e dal campo parla verso la postazione fissa d’ascolto ubicata nel locale dove si ritrovano a mo’ di piazza paesana gli sportivi bianconeri per vivere minuto per minuto le gesta dei loro beniamini, soffrire anche perché non sempre tuto va per il verso giusto. Lui (o alle volte qualche suo amico) ad intrattenere gli avventori che seguono le dirette attraverso alcuni altoparlanti. Quando tutto ha inizio c’è un’aria di festa tra chi inganna il tempo giocando ai tavolini. Lasciano i tavoli verdi anche gli abituée del ramino, di teresina, di quadrigliato. Le bocce del biliardo si fermano come d’incanto. C’è qualcosa di più importante da fare, c’è da ascoltare in diretta la cronaca della partita. Nella sala un silenzio quasi religioso rotto di quando in quando da esclamazioni di esultanza o di rabbia. Alla fine l’attesa per i risultati degli avversari, i commenti, la smentita di certi risultati o di episodi accaduti sul campo. L’occasione di partecipazione collettiva si ripete e migliora negli anni. Due grossi altoparlanti vengono collocati al di fuori delle entrate principali del locale sulla Passeggiata a mare per conto della ditta Berti e rendono possibile l’ascolto anche ai numerosi passanti che ignari si ritrovano coinvolti in quell’happening. Ricordiamone alcune: da Trino (8 ottobre 1961), Tortona (29 ottobre 1961), Aosta (26 novembre 1961), Asti (10 dicembre 1961), Pavia (31 dicembre 1961) con ben 25 minuti di sospensione perché un tifoso strappa dalla mano del Giannessi la cornetta del telefono ed attacca una serie di ingiurie: il cronista che sa di essere ascoltato sulla passeggiata rischia il linciaggio perché ha la sfrontatezza di battergli la cornetta sulla fronte, Borgomanero (14 gennaio 1962)… L’esperienza, unica in Italia, fa riesplodere l’entusiasmo intorno alla squadra, esempio per tutti il derby con la Lucchese seguito da dodicimila spettatori. Incoraggiato dall’appoggio dei gruppi di sportivi che si ritrovano al Nettuno o al Bar Eden cuore e cervello del tifo bianconero l’operato del Giannessi prosegue e anzi cerca lo sviluppo anche con riprese su pellicola super 8. Il pioniere anticipa di gran lunga la nascita e lo sviluppo delle emittenti libere.
 
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mercoledì 5 dicembre 2012

Subbuteo

Fra poco arriva Santa Lucia.. poi il Natale ..è tempo di regali, CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Intere generazioni hanno trascorso la loro gioventù a figurine Panini e a Calcio in Miniatura. Le miniaturine delle squadre di Calcio.. fantastiche! Interi pomeriggi a disporre e a colpire questi omini sul panno verde. Il tiro in porta dichiarato. Il campo fisso su tavolino realizzato con assi di legno. C'è chi aveva anche le tribune e la miniaturina dell'arbitro. Tornei di Subbuteo e sfide infinite fra amici. Mi è arrivato da Perugia, precisamente da Montefalco il mio US FIORENZUOLA CALCIO.


Il gioco da tavolo che riproduce lo sport più bello del mondo e che si lega al modellismo nasce in Gran Bretagna nel lontano 1947 da un'idea dell'ornitologo Peter Adolph sulla falsa riga di un gioco degli anni 30', il New Footy creato da W.L. Keelings. Originariamente Adolph avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby, il termine in inglese significa "passatempo". Dal momento che il termine "Hobby", secondo l'Ufficio Brevetti inglese, non era registrabile, l'inventore del gioco prese in prestito parte del nome scientifico: quello di Falco Subbuteo.

Il gioco ha avuto notevole diffuzione anche in Italia negli anni settanta e ottanta.
Nascono le miniaturine HW (heavyweight) le cosiddette squadre a barretta perchè gli omini avevano i piedi appoggiati sulla barretta da fissare nel disco della basetta inferiore. Hanno una maggiore stabilità ed un gioco di profondità migliore. Negli anni ottanta sono subentrate le miniaturine LW (lightweight) più leggere, dette con tondino perchè l'omino poggia su una superficie tonda. Queste, grazie al loro innesto a tondino permettono giochi ad effetto migliori però scarseggiano sulla profondità.
Nell'anno 2000 l'azienda statunitense Hasbro che aveva acquistato la Subbuteo Sport Games Ltd dalla compagnia Waddingston Games decide di interrompere la produzione considerando il gioco non più competitivo nei confronti dei nuovi video giochi di tema calcistico. Il Italia la produzione degli omini continua fino al 2003 grazie ad una licenza concessa alla ditta Edilio Parodi che ha nel frattempo creato una nuova versione del gioco chiamata "Zëugo" (gioco in genovese).
Sulla scia della passione sono sorti produttori che hanno riprodotto omini, basi, ecc. Fra tutte, le aziende: Santiago, Replay e Top Spin. Le ultime due sono ditte specializzate italiane.

Us Fiorenzuola 2012-13
3^ maglia (Subbuteo)
Come nel football vero e proprio, le squadre sono composte da undici giocatori; nel gioco da tavolo questi ultimi sono rappresentati da miniature in plastica riproducenti le fattezze di giocatori di calcio e appoggiati ad una basetta semisferica appesantita da un piccolo peso all'interno che permette, con un "tocco a punta di dito", che richiede una particolare destrezza, di spostarli e di calciare una sfera in plastica rappresentante il pallone di calcio che, rispetto ai giocatori, è notevolmente più grande (esiste comunque una versione ridotta), e, abbassando il baricentro della miniatura, di mantenerli in piedi al termine dell'azione. Il portiere (generalmente riprodotto in posizione di parata) viene invece manovrato dal giocatore per mezzo di un'apposita asticella. In particolare nei tornei, per favorire lo scivolamento, vengono usati dei lucidi da applicare sotto la basetta delle miniature.

Le regole di Subbuteo sono adattate ma del tutto simili a quelle del regolamento sportivo calcistico reale. Il gioco si svolge su una superficie di forma rettangolare originariamente di panno verde di circa 140 cm per 91 cm, rappresentante un campo di calcio, che di norma viene fissata a un tavolo. I giocatori mantengono il possesso della palla finché la miniatura colpita entra in contatto con la palla e quest'ultima non tocca successivamente una miniatura dell'avversario, anche se la stessa non può essere colpita per più di 3 volte consecutivamente. I tiri in porta possono essere effettuati una volta che la palla supera la "linea di tiro", una linea parallela alla linea di fondo distante da questa una trentina di centimetri. I portieri sono attaccati ad un'asticella che spunta dalla rete della porta; il giocatore deve, maneggiandola, impedire che la palla tirata superi la linea di porta.
Per modificare la disposizione in campo delle squadre è possibile spostare una o più miniature quando l'azione sta per riprendere (ad esempio, se ne possono muovere tre a testa prima di un calcio d'angolo). Se con una miniatura anziché la palla si va a colpire una miniatura avversaria, si commette un fallo e il gioco ricomincia con una punizione per l'altra squadra. Il modo corretto di effettuare un colpo a punta di dito prevede che la miniatura sia colpita con l'unghia del dito indice o medio senza fare leva sul pollice ma solo sulla superficie di gioco. La miniatura che si intende giocare deve trovarsi in posizione verticale.

US FIORENZUOLA Calcio 2012-13, 3^ muta, squadra HW dipinta a mano, materiale TOP SPIN anno 2012
Il Subbuteo è famoso anche per la vastissima disponibilità di squadre con maglie reali, sia nazionali che di club.
Questa ricchezza di materiale spinge gli appassionati al collezionismo (oggi i prezzi per i pezzi più rari sono altissimi:una squadra può anche superare i 300 euro) e molti di essi sono, più che giocatori, collezionisti. Originariamente le divise dei calciatorini erano dipinte a mano e molti giocatori le personalizzavano, aggiungendo numeri e particolari tipici delle casacche ufficiali; successivamente sono state messe in commercio squadre con figurini e divise intercambiabili e riproducenti le fattezze dei giocatori delle reali squadre di calcio.
il campo da gioco del SUBBUTEO

miniaturina LW anni 70

miniaturina HW anni 80
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